Arti della tavola
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Bicchiere da birra con la tavola periodica
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Bottiglia di Klein
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Campana di vetro da esposizione
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Corallo decorativo
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Cubo decorativo
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Cubo decorativo in ceramica
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Cubo decorativo in cristallo
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Medusa Cristallizzare
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Oliere, acetaie e contenitori per prodotti chimici
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Olio e aceto 2 in 1
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Palla decorativa a forma di riccio di mare
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Portacandele a struttura cubica
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Posacenere a forma di astronauta
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Posacenere a forma di pesce palla
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Posacenere subacqueo
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Riccio di mare in ceramica
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Salvadanaio con luce notturna Astronauti
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Sapone anti-odore
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Scultura a forma di icosaedro
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Servizio di riordino degli astronauti
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Set di bicchieri e caraffa in borosilicato
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Sfera di cristallo a forma di disco volante
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Sistema di stivaggio per astronave
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Statuetta Anelli della Scienza
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Statuette dei pianeti
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Tavola periodica degli elementi
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Tavola periodica in acrilico multicolore
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Tavola periodica tradizionale
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Tavolo Tensegrità
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Tazza matematica e=mc²
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Telescopi, cannocchiali e binocoli
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Telescopio vintage
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Provetta infusore per tè
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Replica del sistema solare
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Salvadanaio con astronauti
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Scultura decorativa poliedro di Keplero
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Sfera decorativa Atomo
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Tazza da caffè Chimica
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Tazza termoreattiva Nebulosa
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Vassoi con astronauti e simbolo della pace
Arti della tavola: come scegliere senza sbagliare stoviglie, posate e bicchieri
La maggior parte degli errori di acquisto in questo ambito deriva da una confusione tra uso quotidiano e uso per le occasioni speciali. Non sono gli stessi requisiti, non sono gli stessi materiali, non è lo stesso budget. Un servizio da tavola acquistato per l’uso quotidiano deve resistere a 300 lavaggi in lavastoviglie all’anno senza perdere lo smalto né le decorazioni dorate. Un servizio da ricevimento, utilizzato da sei a dieci volte all’anno, può tollerare il lavaggio a mano se la finitura lo giustifica. Partire da questa distinzione evita il 90% delle delusioni.
Porcellana, gres, maiolica: cosa rivela davvero il materiale su un oggetto
La porcellana viene cotta a una temperatura compresa tra 1.280 e 1.400 °C, il che le conferisce la sua caratteristica traslucenza e una durezza sufficiente a resistere ai graffi delle posate. La porcellana di Limoges deve la sua fama a un caolino d’eccezione scoperto nel 1768 a Saint-Yrieix-la-Perche, a 40 km dalla città. Ancora oggi, manifatture come Bernardaud (fondata nel 1863) o Haviland utilizzano questo giacimento per produzioni di alta gamma. Un piatto piano standard ha un diametro compreso tra 27 e 28 cm; al di sotto dei 26 cm, il servizio rischia di risultare troppo piccolo per i piatti per adulti normalmente serviti.
La gres, cotta tra i 1 200 e i 1 300 °C, è opaca ma estremamente resistente agli shock termici, il che la rende la scelta migliore per oggetti che passeranno dal forno alla tavola. Una pirofila in gres sopporta sbalzi di temperatura improvvisi, mentre un piatto in porcellana fine potrebbe incrinarsi. La maiolica, più porosa e cotta a bassa temperatura (da 950 a 1.050 °C), è fragile agli urti meccanici ma produce effetti cromatici profondi che nessun altro materiale riproduce altrettanto bene. È più adatta alla decorazione della tavola che all’uso quotidiano intensivo.
Posate in acciaio inossidabile 18/10: la cifra che caratterizza il mercato
La denominazione acciaio inossidabile 18/10 indica una lega contenente il 18% di cromo e il 10% di nichel. Il cromo forma uno strato passivante che impedisce la formazione di ruggine, mentre il nichel conferisce lucentezza e resistenza agli acidi alimentari. Si tratta dello standard minimo raccomandato per posate durevoli: al di sotto di tale valore (18/0 o 13/0), l’assenza di nichel riduce la lucentezza e accelera l’ossidazione a contatto con alimenti acidi come l’aceto o gli agrumi. Marchi come Christofle, fondato nel 1830, hanno costruito la loro reputazione sulle posate in metallo argentato, ma per l’uso quotidiano in famiglia l’acciaio inossidabile 18/10 è più pratico: può essere lavato in lavastoviglie senza particolari precauzioni e non richiede un’argentatura regolare.
Il peso è un indicatore concreto della qualità di fabbricazione. Una posata da tavola di buona qualità pesa tra i 60 e gli 80 grammi per una forchetta, tra i 70 e i 100 grammi per un cucchiaio da minestra. Se il peso è inferiore ai 50 grammi, il pezzo è troppo leggero per offrire un equilibrio confortevole nella mano.
Bicchieri da vino, flûte e caraffe: la forma determina il piacere
Un bicchiere da vino rosso di formato standard contiene tra i 35 e i 45 cl, ma va riempito per un terzo, ovvero circa 12-15 cl per porzione. Questo volume d’aria sopra il vino non è superfluo: permette agli aromi volatili di concentrarsi prima che il vino raggiunga il naso. Un bicchiere riempito fino all’orlo non consente questa concentrazione. Per i bianchi, il bicchiere è più piccolo (da 30 a 40 cl) perché gli aromi sono meno volatili e il volume d’aria gioca un ruolo minore.
Vale la pena precisare la distinzione tra vetro e cristallo. Il cristallo tradizionale contiene almeno il 24% di ossido di piombo, il che gli conferisce una densità e una sonorità particolari. La normativa europea ha progressivamente indotto i produttori ad adottare formule senza piombo a base di ossido di bario o titanato, con risultati comparabili in termini di trasparenza. Baccarat, la cui manifattura esiste dal 1764 in Lorena, e Riedel, fondata nel 1756 in Austria, propongono oggi linee di cristallo senza piombo che mantengono la finezza delle pareti (meno di un millimetro nei pezzi migliori) senza i vincoli sanitari delle vecchie formule.
Flûte o coppa per lo champagne?
Il flûte conserva le bollicine da due a tre volte più a lungo della coppa, poiché la sua superficie di contatto liquido-aria è molto più ridotta. La coppa, resa popolare negli anni ’20, sprigiona gli aromi più rapidamente ma esaurisce la carbonatazione in circa dieci minuti. Per uno champagne millesimato dal carattere vinoso, alcuni enologi raccomandano oggi un classico bicchiere da vino bianco, che concentra meglio gli aromi complessi rispetto al flauto stretto.
Tovaglia, tovagliette e biancheria da tavola: il livello di finitura che fa la differenza
Il lino lavato si è affermato negli ultimi dieci anni come il punto di riferimento pratico per le tavole imbandite regolarmente. A differenza del lino grezzo, ha subito un trattamento meccanico che lo rende morbido fin dal primo utilizzo e gli conferisce la ricercata texture leggermente stropicciata. Si lava in lavatrice a 40 °C senza restringersi oltre il 3-5% al primo lavaggio. Il cotone damascato, più liscio e brillante, richiede una stiratura accurata per ritrovare il suo aspetto originale dopo il lavaggio.
Per un tavolo da 6 coperti di dimensioni standard, una tovaglia da 150 × 250 cm lascia un margine di circa 30 cm su ciascun lato, ovvero il minimo necessario affinché rimanga al suo posto e rivesta correttamente i lati del tavolo.
- Uso quotidiano in famiglia: gres o porcellana economica resistente alla lavastoviglie, posate in acciaio inossidabile 18/10, bicchieri temperati (Duralex o equivalenti)
- Ricevimenti regolari: porcellana bianca o decorata (27-28 cm), posate 18/10 ≥ 70 g, bicchieri da vino da 35-45 cl, tovaglia in lino lavata di almeno 150 × 250 cm
Come apparecchiare la tavola: l’ordine che segue una logica
La disposizione delle posate segue l’ordine di utilizzo in senso inverso: ciò che si usa per primo va posizionato all’esterno. Per un menu a quattro portate (antipasto, piatto principale, formaggio, dessert), la forchetta da antipasto va posizionata a sinistra della forchetta da carne, il coltello da pesce a destra del coltello da carne. I bicchieri vanno disposti a triangolo o in linea obliqua sopra il piatto, nell’ordine di utilizzo da destra a sinistra: acqua a destra, vino rosso al centro, vino bianco a sinistra. Questo sistema non è una convenzione arbitraria: evita che l’ospite, afferrando un bicchiere, urti gli altri.
Il piatto da presentazione (detto anche piatto da portata o charger plate) rimane al suo posto dall’inizio del pasto fino alla portata principale. Non viene mai portato in tavola con del cibo sopra: funge da cornice visiva e da protezione della tovaglia mentre gli ospiti prendono posto.
Domande frequenti sulle arti della tavola
Qual è la differenza tra porcellana e ceramica?
Ceramica è il termine generico che comprende porcellana, gres e maiolica. Ciò che distingue la porcellana dalle altre ceramiche è la sua elevata temperatura di cottura (1 280-1 400 °C) e la sua composizione a base di caolino puro, che le conferisce traslucenza e una durezza superiore. Chiedere «un piatto in ceramica» non precisa quindi nulla: tutti i piatti lo sono.
Si possono mettere le posate d’argento in lavastoviglie?
No, salvo diversa indicazione del produttore. Il sale per lavastoviglie e i detersivi alcalini aggrediscono la placcatura d’argento e ne accelerano l’ossidazione. Le posate in argento massiccio o argentate vanno lavate a mano con sapone delicato, asciugate immediatamente e riposte avvolte in un panno antiossidante (flanella o panno protettivo). Una placcatura regolare ogni due-cinque anni da parte di un professionista ne ripristina l’aspetto.
Come scegliere la dimensione dei bicchieri da vino per una tavola da 6?
Prevedete almeno due bicchieri per ospite se servite un bianco e un rosso: ovvero 12 bicchieri per 6 persone. Un bicchiere da 35 a 40 cl è adatto per il bianco, uno da 40 a 50 cl per il rosso. Se non volete investire in due serie distinte, un bicchiere universale da 42 cl con bordo leggermente svasato copre adeguatamente entrambi gli usi senza compromettere la degustazione.
Quale tovaglia per un tavolo rettangolare da 180 cm?
Per un tavolo lungo 180 cm e largo 90 cm, una tovaglia da 150 × 250 cm lascia un bordo di 30-35 cm su ciascun lato, che è il minimo funzionale. Se preferite una falda più ampia (45-50 cm, più elegante per i ricevimenti), optate per una misura di 160 × 270 cm. Con una falda inferiore a 25 cm, la tovaglia scivola e si solleva ad ogni movimento degli ospiti.