Le diverse categorie di fenomeni meteorologici
Esistono due categorie di fenomeni meteorologici: i fenomeni normali e quelli estremi. I fenomeni meteorologici normali sono quelli che, al di là dei danni che possono causare, si manifestano in misura moderata, ma anche in un periodo considerato normale per l’andamento meteorologico della zona in cui si verificano.
Al contrario, i fenomeni meteorologici estremi riguardano quei fenomeni che si manifestano con intensità eccezionale. Si tratta di fenomeni che vanno oltre ciò che è considerato normale, sia per quanto riguarda il modo in cui l’ambiente si comporta in un determinato periodo, sia in un luogo specifico. Le ondate di caldo o di freddo, le siccità, le tempeste, i tornado o le inondazioni fanno parte di questo tipo di fenomeni meteorologici estremi.
Esempi dei fenomeni meteorologici più comuni
Fortunatamente, i fenomeni meteorologici estremi non sono i più comuni nella vita quotidiana. Certo, questi fenomeni stanno diventando sempre più frequenti a causa del riscaldamento globale. Ma la realtà è che i fenomeni meteorologici sono, nella maggior parte dei casi, di entità media o ragionevole. E non dovrebbero avere impatti dannosi sulle aree che interessano. Ciò dipende dal luogo e dal periodo dell’anno in cui si verificano. Di seguito alcuni esempi dei fenomeni meteorologici più comuni:
Anticiclone
Si tratta di un modo più discreto con cui l’ambiente si manifesta. Infatti, questo fenomeno meteorologico passa spesso inosservato, soprattutto perché si contraddistingue per l’assenza di attività meteorologica. In tali casi, non ci sono né nuvole né vento. Il clima è sereno, molto caldo d’estate e molto freddo d’inverno.
Pioggia
La pioggia è il fenomeno meteorologico più comune di tutti. Si manifesta quando le nuvole passano dallo stato gassoso a quello liquido sotto l’effetto della pressione. A tal fine, l’acqua cade sulla terra sotto forma di gocce, per poi evaporare nuovamente e formare nuove nuvole.
La tempesta
Una tempesta non deve generalmente essere considerata un fenomeno dannoso, a meno che non raggiunga proporzioni considerevoli. È causata dai cumulonembi, che costituiscono una particolare categoria di nuvole. Queste nuvole finiscono per scaricare tutta la pioggia che vi si è condensata in determinate circostanze di bruschi sbalzi di temperatura e pressione. Di conseguenza, si manifestano altri fenomeni come tuoni e fulmini.
Vento
Si tratta di un fenomeno meteorologico comune generato dalla differenza di pressione e temperatura tra diverse masse d’aria. L’aria fredda tende a scendere, mentre quella calda «pesa» e tende a risalire. Ciò provoca un meccanismo regolare che genera venti piuttosto violenti.
Neve
La neve è identica alla pioggia, ma si solidifica quando cade. Inoltre, quando le temperature sono inferiori allo zero, sono i fiocchi di neve a cadere, anziché le goccioline d’acqua. Potete prepararvi a questo cambiamento climatico acquistando uno dei nostri barometri a cristalli.
Nebbia
La nebbia fa parte dei fenomeni barometrici più comuni in inverno. Le piccole goccioline d’acqua non cadono, ma fluttuano negli strati più vicini alla Terra. Ciò è causato dalla combinazione della pressione barometrica e della temperatura, nonché dal peso ridotto delle piccole goccioline d’acqua.
Esempi di fenomeni meteorologici estremi
I fenomeni meteorologici estremi sono quelli che si verificano molto raramente. In questi casi, l’energia del vento, i rovesci e le temperature creano condizioni che comportano un certo livello di rischio per l’uomo e l’ambiente. Eccone alcuni esempi:
Caldo o freddo estremi
Purtroppo, le ondate di caldo o di freddo estreme sono sempre più frequenti. Si caratterizzano per la presenza di temperature eccessivamente basse o elevate. Si parla di caldo o freddo estremo quando il periodo di temperature insolite persiste per più di una settimana.
Tifoni, uragani e trombe d’aria
Una tornada è un flusso d’aria che ruota a grande velocità, che può superare anche i 400 km all’ora. La sua punta tocca direttamente il suolo. Un uragano, invece, è un ciclone che si muove a spirale, accompagnato da un vento violento che supera i 120 km/h. La potenza distruttiva del ciclone si intensifica man mano che la pressione barometrica si abbassa nell’occhio del ciclone. Al contrario, vengono chiamati tifoni nel caso in cui si formino negli oceani, in particolare nell’Oceano Pacifico.
Goccia fredda
Si tratta di una depressione barometrica che si manifesta quando una massa d’aria estremamente fredda si stacca e si scontra con una massa d’aria calda. Ciò provoca gravi perturbazioni atmosferiche quali venti forti, grandine e piogge torrenziali.